Un pensiero su “Il mio primo libro: Ipotesi

  1. Viviana Alessia

    Non v’ è dubbio che la recensione del suo libro, cara Erica, sia stata elaborata da persona competente ed attenta alle pieghe dell’anima che si di svelano tra le righe scritte. Ho letto il suo libro. Certe interviste le ho rilette per cogliere il senso di particolari tanto minuti e sminuzzati all’estremo come nel testo del pescatore impegnato coi suoi vermi. Sì, non v’è dubbio che gli intervistati comunicano l’ amore, la cura, la dedizione per il dettaglio. La vita viene vissuta, in effetti, seguendo una serie infinita, inesauribile di dettagli. Resta un fatto: tutti i dettagli che vanno a tessere nel bene e nel male la nostra vita non pottranno svelarci il senso della vita anche se i piu’ sensibili, disperatamente,continueranno a rincorrerlo. Eppure una breve novella che custodisco e rileggo sovente con sofferenza in una disabitata stanza della mia casa colma di libri, spartiti, strumenti musicali su cui si posa lieve e dolente la polvere del mio giardino, raconta che Dio ci salverà per una cosa sola, un piccolo, prezioso gesto che noi non ricorderemo quando gli saremo di fronte.
    Tanti particolari, tanti dettagli nel suo piacevole e scorrevole libro. Tuttavia svaniscono rapidamente dalla memoria, proprio come quel piccolo, prezioso particolare che ci salverà, nonostante noi.
    Nella vita quotidiana restano impressi, illuminati da una luce che di terreno nulla ha, i particolari dei momenti di gioia e, perché mai cadere nella banalità del dire che non esiste, di felicità che abbiamo vissuto. E questo è già un miracolo, così come è un miracolo la vita in sé.
    Nella vita d’ogni giorno restano impressi, come ferro ardente che trafigge la carne, i momenti di attesa, angoscia, strazio, disperazione, incredulità che ci hanno stretti nelle loro spire per tempi infiniti quando la vita ci ha posti di fronte alle esperienze che mai avremmo immaginato.
    E sono perfino questi momenti, pur nella loro indicibile sofferenza e nel rancore sordo e profondo per l’ ingiusta sorte, che diventano parte portante della vita che continua.
    Il mistero avvolge nelle sue crudeli tenebre ogni senso: nessuna ricerca, nessuna ideologia, nessuna filosofia, nessuna religione riusciranno mai a svelarci il senso della vita, né potranno rispondere ai nostri rabbiosi e fragili ” perché?”.
    Il sentiero che lei ha percorso per tentare di capire è e resta un momento della sua vita. Ed è proprio perché appartiene alla sua vita che resta importante e vero. Valeva la pena percorrerlo.

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